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13/10/14

L’occupazione e le professioni del futuro: previsioni al 2015 secondo Isfol

Entro il 2015 Isfol prevede una ripresa complessiva dell’occupazione, stimata in circa 800mila unità, che tenderà a riportarla ai livelli precedenti all’attuale crisi.
Secondo le proiezioni 2010-2015 vedranno un incremento le professionalità di alta qualifica intellettuale e tecnica, ma anche alcune professioni con qualifica medio-bassa. È stimato invece uno stallo o un calo per alcune professioni di qualifica intermedia.
Isfol è l’acronimo che definisce l’Istituto per lo sviluppo e la formazione professionale dei lavoratori. È un ente nazionale di ricerca sotto la vigilanza delMinistero del Lavoro e delle politiche sociali. La sua opera si svolge attraverso attività di studio, ricerca, sperimentazione, documentazione, informazione e valutazione, nell’ambito della formazione, del lavoro e delle politiche sociali con l’obiettivo di contribuire alla crescita occupazionale, al miglioramento delle risorse umane, all’inclusione sociale e allo sviluppo locale. 
Lo studio e la ricerca dell’Isfol sul tema delle professioni amplia la conoscenza sulle strutture e sulle dinamiche di cambiamento della forza lavoro analizzando le novità che caratterizzano le figure professionali impiegatizie e operaie per capire e prevedere come il sapere, le competenze e le opportunità vivranno evoluzioni nel breve e nel lungo periodo e verso quali direzioni, anche in base all’andamento dell’economia e dell’occupazione dei vari settori. Altro obiettivo dell’analisi è quello difavorire l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro con un aggiornamento costante attraverso la progettazione di interventi di formazione professionale.
Tra le professioni in crescita figurano quelle dielevata qualifica e specializzazione come gli ingegneri, gli specialisti dell’educazione e della formazione, i tecnici in ambito finanziario e assicurativo, i tecnici delle scienze quantitative fisiche e chimiche, gli specialisti in scienze giuridiche e i professionisti qualificati nei servizi sanitari. Isfol stima una crescita anche per le professioni con qualifica medio-bassa come gli operai, gli artigiani, il personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, igienici, di lavanderia ed assimilati, gli operai specializzati addetti alla pulizia degli edifici, i fabbri ferrai costruttori di utensili ed assimilati, il personale di segreteria, il personale non qualificato nei servizi turistici, gli esercenti delle vendite all’ingrosso, gli addetti alla ristorazione.
Tra le professioni in stallo o “in declino” l’Isfol ha individuato alcune classi professionali con qualifica e specializzazione medio-bassa e intermedia nel comparto manifatturiero ed agricolo. Secondo le previsioni qualche riduzione potrebbe riguardare gli operai addetti a macchine per lavorazioni metalliche e per prodotti minerali,  i conduttori di impianti per la trasformazione e la lavorazione a caldo dei metalli, gli artigiani ed operai specializzati della lavorazione del cuoio, delle pelli e delle calzature, gli allevatori, gli agricoltori e il personale non qualificato dell’agricoltura. Inoltre gli artigiani e gli operai specializzati nelle attività poligrafiche e dei laboratori fotografici, gli operai addetti ai macchinari dell’industria tessile e delle confezioni, il personale addetto alla gestione degli stock, degli approvvigionamenti e alla gestione amministrativa dei trasporti, gli artigiani e gli operai specializzati del tessile e dell’abbigliamento, i dirigenti generali, dirigenti superiori, primi dirigenti dell’amministratore statale ed equiparati. 
L’Isfol ha costruito e promosso insieme all’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) un Sistema informativo sulle professioni  per produrre ed erogare informazioni che riguardano il lavoro, l’occupazione, le professioni e la formazione. In particolare il Sistema informativo sulle professioni è una risorsa che fornisce dati ed informazioni in merito agli aspetti evolutivi dei contenuti professionali nel breve e nel medio termine, all’occupazione per professioni con previsioni a medio termine a livello nazionale e regionale, alle previsioni sull’andamento dell’economia e dell’occupazione settoriale nei prossimi anni.
Il sito internet Professioni, Occupazione e Fabbisogni fa parte della sperimentazione per la realizzazione del Sistema informativo ed è stato progettato e realizzato nel 2001 da Isfol, Area Analisi dei fabbisogni professionali e dell’evoluzione tecnologica e organizzativa, su incarico del Ministero del Lavoroper creare un Sistema nazionale di osservazione dei fabbisogni professionali. Tale osservazione è a carattere permanente perché l’evoluzione dei fabbisogni è talmente rapida che necessita di uno strumento in grado di effettuarne un monitoraggio in tempo reale, se non addirittura di anticiparli.
Il Sistema è stato configurato come un’interfaccia per la comunicazione tra sistema economico-produttivo emercato del lavoro da un lato e sistema istruzione/formazione professionale dall’altro.
Il sito, con le fonti sempre citate, contiene informazioni e dati risultanti da indagini condotte da più soggetti, come istituzioni, enti pubblici ed organismi di rappresentanza che si occupano di lavoro e formazione.
Fonte: http://www.mondolavoro.it/blog/loccupazione-e-le-professioni-del-futuro-previsioni-al-2015-secondo-isfol/

18/09/14

19 ottobre Marcia contro la Terza Guerra Mondiale: e tu non ci vieni?


Ucraina, Iraq, Siria, Palestina, Gaza, Israele, Afghanistan, Libia, Sudan, Sud Sudan, Somalia, Mali, Repubblica Centroafricana, Libano Nigeria, Pakistan, Kurdistan, Sahara Occidentale, Repubblica Democratica del Congo, Lesotho,... la guerra è dappertutto!!!

Alle guerre fatte di scontri armati si aggiungono guerre meno visibili, ma non meno crudeli, che si combattono in campo economico e finanziario con mezzi altrettanto distruttivi di vite, di famiglie, di imprese.

contro la Terza Guerra Mondiale
Domenica 19 ottobre 2014
Marcia Perugia-Assisi
per la pace e la fraternità

Partenza ore 9.00 - Perugia, Giardini del Frontone
Conclusione ore 15.00 - Assisi, Rocca Maggiore

Vieni anche tu!
Passaparola su Facebook, Twitter,
Invia subito la tua adesione.

Scrivi al
Comitato Promotore Marcia Perugia-Assisi
via della viola 1 (06122) Perugia, Tel. 335.6590356 - 075/5736890 - fax 075/5739337 email: adesioni@perlapace.it - www.perlapace.it

22/04/14

I mestieri che non conoscono la crisi

Quali sono i lavori più ricercati in Italia nel 2014, individuati per settori, figure professionali e titoli di studio.

L'economia Italiana e il lavoro, sono al centro dell'attenzione generale, viste le misure che il nuovo Governo Renzi, ha promesso di attivare per il rilancio del lavoro in Italia, vera questione determinante per risollevare l'economia e la crescita dei consumi interni e dell'occupazione. Infatti, solo attraverso un deciso intervento in questo settore, si può innescare quel meccanismo, che al pari della ristrutturazione della spesa pubblica, potrà portare l'Italia fuori dalla crisi.
In Italia ci sono dei lavori, che secondo recenti studi e statistiche, elaborate con l'ausilio dei dati forniti dagli esperti del Recruitment online, risultano essere i lavori che saranno, presumibilmente, i più ricercati nel 2014.

Economia 2014: i lavori più ricercati in Italia. Settori trainanti

I settori trainanti dell'economia nel 2014, saranno, con ogni probabilità:
  • quello delle vendite
  • l'informatica
  • l'information technology, (elaborazione, gestione e trasmissione delle informazioni attraverso dispositivi e programmi)
  • le telecomunicazioni
  • l'ingegneria, da sempre ai primi posti.
Ognuno di questi settori, tuttavia, richiede varie figure con specifiche competenze ed è, appunto, proprio la specializzazione che farà la differenza in un mercato del lavoro sempre in evoluzione.

Economia 2014: i lavori più ricercati in Italia. Figure professionali

Le figure professionali per i lavori più ricercati, in relazione ai settori trainanti, ma anche ad altre realtà del mercato del lavoro, saranno:
  • gli agenti, in generale e soprattutto di commercio
  • gli sviluppatori software, nell'area informatica
  • gli esperti di business intelligence, (raccolta e gestione delle informazioni fondamentali per determinati processi aziendali di importanza strategica, come ricerche e indagini di mercato e altro)
  • gli ingegneri per l'automazione industriale
  • gli ingegneri elettronici.
Ma anche:
  • i contabili
  • i manutentori, sia quelli elettromeccanici sia quelli elettrici
  • i montatori meccanici
  • gli addetti alle pulizie
  • i tornitori, esperti del controllo numerico
  • gli store manager, ( responsabili di negozio).

Economia 2014: il lavori più ricercati in Italia. Le lauree che fanno guadagnare bene

In conclusione, non si può fare a meno di evidenziare come, per candidarsi ai lavori più ricercati in Italia, sia necessario fare attenzione alla scelta della facoltà universitaria, infatti le lauree che fanno guadagnare bene e meglio, in Italia, sono quelle di Ingegneria ed Economia, le quali, peraltro, producono un divario di remunerazione, tra uomini e donne, più piccolo della media.
 
Fonte: http://news.supermoney.eu/

 

18/04/14

24/01/14

Il messaggio ai cittadini europei dello scrittore ucraino Yurij Andrukhovych

Un apello ai giornalisti italiani all'riguadrdo della situazione in Ucraina
Cari amici, giornalisti e i caporedattori esteri!

In questi giorni ricevo tantissime vostre domande con la richiesta di descrivere la situazione a Kyiv e in Ucraina, di esprimere le mie considerazioni per quanto riguarda le cose che stanno succedendo e il prossimo futuro. Poiché è fisicamente impossibile che possa rispondere personalmente a tutti o che scriva un articolo analitico per il vostro giornale, ho deciso di preparare questo messaggio complessivo che potrete usare in qualsiasi modo.
Le cose più importanti delle quali devo comunicarvi sono seguenti.

In meno dei quattro anni del suo governo il regime del signore Yanukovich ha messo il paese e la società in condizioni di estrema tensione. L’aspetto pessimo è che lui si è chiuso in una posizione disperata perché desidera mantenere il suo potere a lungo e con ogni mezzo possibile. Altrimenti sarà severamente perseguito dagli organi penali. L’immensità del rubato e dell’usurpato supera tutti i limiti dell’avidità umana.

L’unica risposta che già da tre mesi può proporre il regime contro le manifestazioni pacifiche è la violenza ogni giorno più dura, ogni giorno più “combinata”. Gli attacchi delle unità speciali dei poliziotti contro Maidan Nezalezhnosti* (il nome della piazza centrale di Kyiv dove era iniziata la manifestazione) sono accompagnati dalle persecuzioni personali degli attivisti dell’opposizione e ai semplici manifestanti (soffrono di pedinamenti, stragi, incendi alle auto e agli appartamenti, invasioni nelle case, arresti, i processi giudizi pre-risolti). Per il potere la parola chiave è l’intimidazione. Ma visto che non funziona, e che la gente protesta sempre più fortemente il potere reprime sempre più duramente.

Il 16 gennaio ha già approvato “la base legislativa” quando i deputati del parlamento nel pugno del presidente, con tutte le infrazioni possibili sul regolamento, sull’agenda, sulla procedura di votazione e alla fine sulla Costituzione, votano alzando le mani in pochi minuti una serie dei cambiamenti legislativi introducendo nel paese una vera dittatura e lo stato di emergenza anche senza la necessità di proclamarlo. Io per esempio scrivendo queste righe sono già un criminale per qualcosa che loro in queste leggi chiamano “diffamazione”, “incitamento alla violenza” ecc.
A farla breve se queste leggi vanno riconosciute dobbiamo considerare che in Ucraina si proibisce tutto ciò che non è permesso dalle autorità. Ma le autorità permettono una cosa sola, ed è sottomettersi.

Essendo contro queste “leggi” il popolo ucraino il 19 gennaio già per l’ennesima volta è sceso in piazza per proteggere il suo futuro.

Oggi nelle notizie da Kyiv vedete i manifestanti nei diversissimi elmi e maschere, a volte portano anche bastoni di legno. Ma non dovete credere che questi siano gli “estremisti”, “provocatori” o “la destra radicale” come vi potrebbero dire traducendo le parole dei media controllati. Io e gli amici miei andiamo alle manifestazioni con lo stesso equipaggiamento. Con queste “leggi” io ora sono “un estremista”, e pure mia moglie, mia figlia, i nostri amici. I militari delle unità speciali dei poliziotti ci sparano, i nostri amici vengono uccisi dai loro cecchini. La quantità dei manifestanti uccisi nel quartiere governativo negli ultimi due giorni secondo i dati diversi è di 5 o 7 persone. La quantità di dispersi solo a Kyiv già si misura con le decine.

Non possiamo fermare le proteste, perché significherebbe lasciare che il paese sia un carcere a vita. La giovane generazione, cresciuta e formata già dopo l’anno 1991 quando crollò l’Unione Sovietica, organicamente non accetta nessuna dittatura. Se la dittatura vince, l’Europa dovrebbe prendere in considerazione la prospettiva di avere una specie della Corea del Nord al confine orientale e, secondo le valutazioni diverse, dai 5 ai 10 milioni dei profughi. Ma lo dico non per spaventarvi.

La nostra è la rivoluzione dei giovani. L’odio e la guerra delle autorità è indirizzato soprattutto contro di loro. Quando cala il buio a Kyiv escono e vagano i gruppi di sconosciuti in borghese che vanno a caccia soprattutto di giovani, i giovani che portano i simboli di Maidan o dell’Unione Europea. Li sequestrano, portandoli nei boschi dove li picchiano e torturano nudi al freddo terribile. Una coincidenza proprio strana ma le vittime di questi sequestri sono di solito i giovani artisti, attori, poeti. Sembra che nel paese agiscano “gli squadroni della morte” con l’unico compito di distruggere il meglio.

Un dettaglio ancora caratteristico è che le forze di polizia sono in agguato negli ospedali di Kyiv dove aspettano i manifestanti feriti e una volta scovati e (feriti, ripeto!) li portano a svolgere interrogatori in una destinazione ignota. Dunque andare in un ospedale, anche per un passante che è stato accidentalmente ferito dalla scheggia di plastica di una granata della polizia è gravemente pericoloso. Ma neanche i dottori possono fare qualcosa e consegnano i pazienti nelle mani dei così detti “tutori dei diritti”.

Tiriamo le somme: in Ucraina in questo momento si commettono reati contro l’umanità e il potere attuale deve assumere le proprie responsabilità. Se davvero ci sono estremisti fra noi, sono sicuramente quelli che gestiscono il nostro stato.

E allora per quanto riguarda le vostre domande tradizionalmente più difficili per me: non so cosa succederà in futuro, e non so nemmeno come ci potreste aiutare. D’altronde potete, nei limiti delle vostre possibilità e con i vostri contatti diffondere questo mio appello. E un’altra cosa è che ci potete compatire. Ci pensate. In ogni modo noi vinceremo nonostante la furia attuale. Il popolo ucraino sta letteralmente combattendo, ora, per conquistare i valori europei e una società libera ed equa.

Spero soltanto che voi lo valutiate.

Fonte: http://www.gazetaukrainska.com/2010-07-12-13-27-18/4247-il-messaggio-ai-cittadini-europei-dello-scrittore-ucraino-yurij-andrukhovych.html